lunedì 22 giugno 2020
lunedì 15 giugno 2020
Petizione Coordinamento Regionale Umbria Rifiuti Zero superato quota 1500 firme
Il Coordinamento Regionale Umbria Rifiuti Zero, congiuntamente a una ventina
tra comitati e associazioni del territorio, giovedì 4 Giugno ha lanciato una petizione a sostegno
del documento, inviato alla Regione e all’AURI,
contenente principi e linee guida per una corretta
ridefinizione degli atti di programmazione in materia
di gestione
dei rifiuti.
L’obiettivo perseguito è quello di avviare
in Umbria una strategia “verso rifiuti zero” che porti ad una drastica riduzione del rifiuto urbano residuo con
conseguente notevole
diminuzione dello smaltimento dei rifiuti,
delle tariffe e la creazione
di nuovi posti di lavoro. Il nuovo piano d’ambito regionale sarà cosi, in linea con la strategia europea dell’Economia Circolare, mettendo al centro la tutela dell’ambiente, della salute e l’equità.
Tra i 17 punti
programmatici contenuti nel
suddetto documento, figura la proposta per la realizzazione di un’impiantistica a freddo con recupero
di materia. Si tratta di un impianto di trattamento del rifiuto urbano residuo che riesce a recuperare
i materiali riciclabili presenti nell’indifferenziato (si parla di quantitativi importanti, stimati in una percentuale che va dal 35% al 50% del totale del rifiuto trattato).
Tale impiantistica rappresenta un’alternativa valida a quella
di produzione del CSS ipotizzata, invece, dalla Regione, con la significativa differenza che, in quest’ultimo caso, i costi di smaltimento dei rifiuti sono destinati ad aumentare ulteriormente poiché il CSS combustibile prodotto dovrà essere incenerito nei cementifici e ciò avverrà a spese dei cittadini; saranno, infatti, questi ultimi a dover pagare
i cementifici per ogni tonnellata smaltita.
Inoltre, l’impianto di produzione del CSS è “statico”
in quanto può lavorare solo il rifiuto indifferenziato, mentre, l’impiantistica a freddo con recupero
di materia da noi proposta è “flessibile” riuscendo a separare le frazioni
differenziate e, per tale motivo,
risulta adattabile allo scenario incrementale della raccolta differenziata senza necessità di creare nuovi impianti di trattamento.
A circa dieci giorni dalla pubblicazione della petizione in oggetto, sono state raccolte oltre 1400 firme dei cittadini dell’Umbria; senza contare il fatto che stanno aderendo alla proposta anche numerose associazioni del territorio.
Si tratta di un ottimo risultato, che dimostra come
nella cittadinanza aumenti di giorno in giorno la consapevolezza che ogni nostro gesto ha delle ripercussioni su tutto ciò che ci circonda e come anche il singolo
comportamento possa fare la differenza.
È, quindi, indispensabile unirsi in questo momento storico per riscrivere il futuro di quella
che sarà la gestione dei rifiuti nella nostra regione, ispirandoci a modelli
di gestione virtuosi, sia sotto il profilo ambientale che economico, presenti sul territorio italiano; così che l’Umbria diventi, nel medio-lungo periodo, un modello per l’intero territorio nazionale ed europeo.
Per questo e molti altri motivi invitiamo
tutti a firmate la petizione online che si trova a questo indirizzo: http://chng.it/pWxmcR9m
Con il sostegno di tutti possiamo
fare la differenza.
Firmato
Coordinamento Regionale Umbria Rifiuti Zero - Movimento Difesa del Cittadino - Osservatorio Borgogiglione - Gruppo Ecologista il Riccio - ISDE- Medici Per l’Ambiente - Comitato
di via Protomartiri Francescani di S. Maria degli Angeli -
Comitato Molini di Fortebraccio - Comitato
Antipuzza Villa Pitignano Bosco Ponte Felcino e Ramazzano
- Comitato Inceneritori Zero - Comitato
No Inceneritori di Terni -
Rifiuti Zero Spoleto - Comitato Gubbio Salute
Ambiente – Ecologicpoint - Comitato per la tutela
ambientale della conca eugubina - Comitato Salute Ambiente Calzolaro Trestina Altotevere Sud - Comitato
per la Salvaguardia della salute e dell’ambiente di Fossato di Vico -
Comitato di Monteluiano - Comitato
Soltanto la Salute - Comitato
Rio Fergia - WWF Umbria - Zero Waste Italy
13 Giugno 2020
--
Coordinamento
Regionale Umbria Rifiuti Zero
http://rifiutizeroumbria.blogspot.com/
http://rifiutizeroumbria.blogspot.com/
Ass.“Un’altra
Gubbio”-ATESU-AzioneCivile Umbria-CSA Altotevere-Circolo culturale “Primo
Maggio”-Com.Belladanza,C.Castello-Comitato Deruta 26
Settembre-Com.Inceneritorizero,Umbria-Com.Mulini di Fortebraccio-Com.NO
INCENERITORI,Tr-Com.Rifiuti Zero Spoleto-CREU-Decrescitafelice
PG-Ecologicpoint,Tr-Gruppo Ecologista "Il Riccio"-Ideazioni
Civiche,Pg-Medici per l’Ambiente Italia,Umbria-Movimento Difesa del
Cittadino,Pg-Movimento 5 Stelle Umbria-Osservatorio Borgo Giglione-WWF
Umbria-Unione di scopo
#DONA IL #TUO 5 X 1000 A CRURZ - Cod.Fis. 94157660542
-- #RifiutiZeroUmbria - @Cru_rz - #DONA IL #TUO 5 X 1000 A CRURZ - Cod.Fis. 94157660542
giovedì 4 giugno 2020
UMBRIA: UNA STRATEGIA “VERSO RIFIUTI ZERO” A TUTELA DI AMBIENTE, SALUTE ED EQUITA'
UMBRIA: UNA STRATEGIA “VERSO RIFIUTI ZERO” A TUTELA DI AMBIENTE, SALUTE ED EQUITA'

Coordinamento Regionale Umbria Rifiuti Zero ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a presidente regione umbria
Entro il 2020 la Regione Umbria dovrà predisporre ed approvare il nuovo piano d’ambito per la gestione dei rifiuti con il quale si deciderà la strategia da attuare e l’impiantistica da realizzare per trattare e gestire i rifiuti nell’intero territorio regionale per i prossimi 15-20 anni.
Sappiamo che scelte sbagliate possono compromettere ulteriormente l’ambiente e quindi la salute. Teniamo presente che nella pubblicazione 2019 di AIRTUM (Associazione Italiana Registro Tumori) l'Umbria si "classifica" come seconda regione con il maggior numero di casi di tumori (688 per 100.000 ab) rispetto al Friuli (716 per 100.000 ab). Inoltre una gestione non corretta comporta costi di gestione dei rifiuti (e socio-sanitari) che vanno a pesare ulteriormente sulle spalle di noi cittadini.
Per questo motivo il Coordinamento Regionale Umbria Rifiuti Zero, congiuntamente alle Associazioni e Comitati in calce indicati come proponenti hanno inviato e protocollato sia alla Regione che all’AURI, in data 7 e 8/04/2020, un documento contenente principi e linee guida per una corretta ridefinizione dei predetti atti di programmazione, affinché il nuovo piano d’ambito regionale, in linea con la strategia europea verso l’Economia Circolare, metta al centro la tutela dell’ambiente e della salute, oltre ad essere un'occasione straordinaria di risparmio economico (600 miliardi di euro pari all’8% del fatturato annuo) e l’opportunità di creare 580.000 nuovi posti di lavoro (https://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/economy/20151201STO05603/economia-circolare-definizione-importanza-e-vantaggi
Proponiamo quindi l’adozione di una strategia “Verso Rifiuti Zero” per l’Umbria, che abbandoni ogni forma di incenerimento dei rifiuti (dannosa per l’ambiente, in contraddizione con i principi dell’economia circolare oltre a rappresentare un ulteriore aggravio per la nostra salute) e che si ispiri a modelli di gestione virtuosi presenti nel contesto italiano, per far sì che la Regione Umbria diventi, nel medio-lungo periodo, un modello per l’intero territorio nazionale ed europeo, sia in termini di capacità di creazione di posti di lavoro sia per la salubrità delle matrici ambientali: ARIA, ACQUA, SUOLO.
Con questa petizione vi chiediamo di aderire all’iniziativa e far sì che queste linee guida diventino le fondamenta per la stesura e la programmazione del nuovo piano d’ambito regionale.
E’ una occasione irripetibile, per questo abbiamo bisogno del sostegno e della responsabilità di tutti.
PROPONENTI
Coordinamento Regionale Umbria Rifiuti Zero - Movimento Difesa del Cittadino - Osservatorio Borgogiglione - Gruppo Ecologista il Riccio - ISDE- Medici Per l’Ambiente - Comitato di via Protomartiri Francescani di S. Maria degli Angeli - Comitato Molini di Fortebraccio - Comitato Antipuzza Villa Pitignano Bosco Ponte Felcino e Ramazzano - Comitato Inceneritori Zero - Comitato No Inceneritori di Terni - Rifiuti Zero Spoleto - Comitato Gubbio Salute Ambiente - Comitato Salute Ambiente Calzolaro Trestina Altotevere Sud - Comitato per la Salvaguardia della salute e dell’ambiente di Fossato di Vico - Comitato di Monteluiano - Comitato Soltanto la Salute - Comitato Rio Fergia - WWF Umbria - Zero Waste Italy
Per approfondimenti qui il testo della proposta:
domenica 24 maggio 2020
sabato 23 maggio 2020
Segui la diretta streaming
Per Partecipare, clicca su questo link : www.isde.it/rifiutizeroumbria
oppure utilizza direttamente il Meeting Id Zoom 86313735786
domenica 17 maggio 2020
Conferenza Stampa: Presentazione Piano Ambito - Sabato 23 maggio ore 11 - su piattaforma Zoom
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| Per Partecipare, clicca su questo link: www.isde.it/rifiutizeroumbria Meeting Id Zoom 81678680815 |
mercoledì 13 marzo 2019
INTANTO VANNO A FUOCO I RIFIUTI ANCHE NELLA VERDE UMBRIA
Dei dieci passi verso rifiuti zero
a Perugia non ne
abbiamo fatto neanche uno. Perchè
fermarsi alla delibera, tra
l’altro proposta dall’opposizione, non significa niente se
non ci si attiva a rendere
virtuoso
il ciclo
dei rifiuti. Ricordiamo che
dei dieci passi verso rifiuti
zero, di seguito riportati, il comune
di Perugia pochi ne ha fatti dei tanti che poteva.
1.separazione alla fonte
organizzare la raccolta differenziata. La gestione dei rifiuti non
è un problema tecnologico, ma organizzativo, dove il valore
aggiunto non è quindi
la
tecnologia, ma il
coinvolgimento della comunità
chiamata
a collaborare in un passaggio chiave per attuare
la sostenibilità ambientale. A Perugia notoriamente la RD è di pessima qualità quindi anziché andare al
riciclo va in
discarica.
2.raccolta porta a porta organizzare una
raccolta differenziata “porta a
porta”, che appare l’unico
sistema efficace di RD in grado di raggiungere in poco tempo e su larga scala
quote percentuali
superiori al 70%. Quattro contenitori per organico, carta, multi materiale e
residuo, il cui ritiro e’
previsto secondo un calendario settimanale prestabilito. A Perugia il Porta a Porta non è ancora
esteso a tutto il territorio comunale.
3.compostaggio: realizzazione di un impianto di compostaggio da prevedere prevalentemente in
aree rurali e quindi vicine ai luoghi
di utilizzo da parte degli agricoltori.
4.riciclaggio: realizzazione
di piattaforme impiantistiche
per
il
riciclaggio e
il recupero
dei
materiali, finalizzato al reinserimento
nella filiera produttiva.
5.riduzione
dei rifiuti: diffusione
del compostaggio domestico, sostituzione
delle
stoviglie e bottiglie in plastica, utilizzo dell’acqua del rubinetto (più sana
e controllata di
quella in bottiglia),
utilizzo dei pannolini lavabili, acquisto alla spina
di latte, bevande,
detergenti, prodotti
alimentari, sostituzione
degli
shoppers
in plastica
con
sporte riutilizzabili. A Perugia il
compostaggio
domestico è volontario
6.riuso e riparazione: realizzazione di centri per la riparazione, il riuso e la decostruzione degli
edifici, in cui beni
durevoli, mobili, vestiti, infissi, sanitari, elettrodomestici, vengono riparati,
riutilizzati
e venduti. Questa tipologia di materiali, che costituisce circa il 3% del
totale degli scarti, riveste però
un grande valore economico, che può arricchire le imprese
locali, con un’ottima resa
occupazionale dimostrata da molte esperienze in Nord
America e in Australia. A Perugia riuso e
riparazione si fa
in
forma volontaria
7.tariffazione puntuale: introduzione di sistemi di tariffazione che
facciano
pagare le utenze sulla base
della produzione effettiva di rifiuti non
riciclabili da raccogliere. Questo meccanismo premia il
comportamento
virtuoso
dei cittadini
e li incoraggia
ad acquisti piu’ consapevoli. A Perugia
mancano le basi per
procedere alla tariffa puntuale
8.recupero dei rifiuti: realizzazione di un
impianto
di recupero e selezione dei rifiuti, in
modo da recuperare altri materiali riciclabili sfuggiti alla RD, impedire che rifiuti tossici possano essere inviati nella discarica pubblica transitoria e stabilizzare la frazione organica residua. A Perugia non
si riesce ad attivare neanche
un centro di riuso
9.centro di ricerca e
riprogettazione: chiusura del ciclo e analisi del residuo a valle di RD, recupero, riutilizzo, riparazione, riciclaggio, finalizzata alla riprogettazione
industriale degli
oggetti
non riciclabili, e
alla
fornitura di un feedback
alle imprese (realizzando la Responsabilità Estesa
del Produttore) e alla promozione di buone
pratiche di acquisto, produzione e consumo.
10.azzeramento rifiuti: raggiungimento entro il 2020 dell’azzeramento dei rifiuti, ricordando che
la
strategia Rifiuti Zero si situa oltre il riciclaggio. In questo modo Rifiuti Zero, innescato dal
“trampolino” del porta a porta, diviene a
sua volta “trampolino” per un vasto percorso di sostenibilità,
che in
modo concreto ci permette di mettere a segno scelte a difesa del pianeta.
Per finire in bellezza sembra che a Perugia si intenda il ciclo i rifiuti come lo spostamento da un deposito a una discarica a un impianto e mentre ci si preoccupa di riaprire discariche per conferire l’eccessivo
indifferenziato prodotto ci accorgiamo che siamo diventati come tutti gli altri
furbi che bruciano i rifiuti per non
creare la filiera virtuosa. Oggi è
andato a fuoco
il deposito rifiuti di Biondi recuperi a Ponte S.
Giovanni. Domani, sotto a chi tocca.
Coordinamento Regionale Umbria Rifiuti Zero
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