domenica 22 aprile 2012

CONVOCAZIONE ASSEMBLEA ORDINARIA


Ai soci del

Comitato Rifiuti Zero NO Inceneritori





In data 30 aprile 2012 alle ore 15.30, presso la Biblioteca Comunale in via Brignone 11 (palazzo Mauri),  è convocata l'assemblea ordinaria del Comitato Rifiuti Zero NO Inceneritori, per discutere e deliberare sui seguenti punti posti all'ordine del giorno:

1)Approvazione del rendiconto al 31/12/2011;

2)Varie ed eventuali.


Nel caso non si raggiungesse il quorum necessario per deliberare sui punti sopra descritti, l'assemblea ordinaria del Comitato Rifiuti Zero No Inceneritori, è indetta in seconda convocazione, per il giorno 30 aprile 2012 alle ore 16.30 presso la stessa sede.

martedì 31 gennaio 2012

Tre semplici domande ………

Rassicurare, sempre e comunque. Questa la parola d’ordine che circola ormai da tempo negli
ambienti della politica rispetto alle questioni ambientali nel comune di Spoleto. Le centrali a
biomasse di Madonna di Lugo, l’impianto di termodistruzione della pollina, il cementificio e
l’azienda chimica di trasformazione di fosforo e zolfo, sono solo alcuni esempi di ciò che il
panorama comunale offre in merito alla quotidiana aggressione che subisce il territorio e la
nostra salute. Con preoccupazione osserviamo che ci vengono presentati come normalità la
svendita dei beni comuni e i soprusi contro la collettività.
Durante il consiglio comunale dello scorso 23 gennaio, il primo a memoria di Presidente del
Consiglio in cui gli spoletini sono stati chiamati a partecipare ed intervenire senza mediatori e rappresentanti, si è assistito ad un alternarsi di testimonal chiamati di volta in volta a
rassicurare i cittadini con numeri, interpretazioni, pareri e regolamenti.

Il tutto nel più assoluto, assordante ed annoiato silenzio del primo cittadino e dei suoi prevedibili scudieri: Vicesindaco e Direttore Generale. Eppure nonostante il mantra rassicurativo molti degli astanti rimanevano perplessi e sospettosi.

I numeri non mentono, ma con i numeri si può mentire. Chi maliziosamente minimizza
commette un grave errore di sottovalutazione poiché i cittadini, a loro spese, hanno ormai
imparato a diffidare di coloro che offrono semplicistiche spiegazioni. La popolazione chiede
informazione, trasparenza, non rassicurazioni e si aspetta che i suoi rappresenti siano ben
documentati e capaci di rendere ragione delle loro scelte ed azioni. Il compito assegnato alla
classe politica è quello di saper riconoscere le buone pratiche, l’imprenditoria che investe
nell’innovazione, nell’efficienza e nella sostenibilità. Quando ciò non avviene è colpa della
collettività, perché non è stata in grado di eleggere persone capaci di tutelare i suoi interessi.
La questione ambientale è un problema molto concreto: si tratta di controllo della qualità del territorio, della gestione dei rifiuti, di vigilanza sull’inquinamento, di politiche di protezione e di opportunità strategiche, di disponibilità delle risorse e della loro distribuzione sociale.

Le reti di monitoraggio e gli indicatori di stato presenti sul nostro territorio ci segnalano le aree a maggiore criticità e le tematiche cruciali verso cui indirizzare gli sforzi per arrivare a scelte di campo risolute e partecipate. E’ compito della collettività acquisire maggiore consapevolezza ed agire con senso di responsabilità, ma anche pretendere dalla politica assunzione di responsabilità.

Non esistono soluzioni facili, né sono ammesse scorciatoie per la salvaguardia della popolazione. Tra le sue funzioni il Sindaco, nel dubbio, ha il diritto-dovere di tutelare la salute dei cittadini, nelle forme e nei modi consentiti dalla Legge, compresa la facoltà di presentare eventuali ricorsi ad autorizzazioni in materia ambientale. Nel dubbio.
E a noi cittadini, nel dubbio, a fronte di comportamenti apparentemente inspiegabili, non resta che domandarci:

a chi giova? Chi ci guadagna? E’ un bene per la collettività?


Comitato Rifiuti Zero No Inceneritori

giovedì 12 gennaio 2012

Comunicato con testo diffida per gli impianti di cogenerazione a biomasse di Madonna di Lugo

Informiamo i cittadini che dopo varie vicissitudini, l'amministrazione comunale ha comunicato la data del consiglio comunale aperto chiesto per discutere sulla questione Biomasse di Madonna di Lugo. Il giorno stabilito è lunedì 23 gennaio alle ore 16.00. In questa occasione saranno  consegnate al Sindaco le firme raccolta per la petizione.
In funzione di questi importanti argomenti  invitiamo la cittadinanza a partecipare e a far partecipare amici, parenti e conoscenti per dimostrare l'assoluta contrarietà al progetto delle biomasse a Madonna di Lugo.
Informiamo inoltre che le tre associazioni Legambiente, Italia Nostra e Comitato Rifiuti Zero hanno inviato una diffida formale al Sindaco di Spoleto e alla Provincia di Perugia -  Sezione Ambiente e Territorio, in merito alla conclusione dell’iter amministrativo dei tre impianti.
Testo diffida

Le scriventi associazioni ambientaliste, preso atto della documentazione relativa ai 3 impianti di cogenerazione a biomasse, localizzati in Loc. Madonna di Lugo, e dei verbali della conferenza di servizi del 17/11/2011, celebrata per il rilascio della autorizzazione delle emissioni in atmosfera, esprimono il loro dissenso in merito alla conclusione dell’iter amministrativo che avrebbe portato alla “approvazione” delle tre DIA.
            In particolare non appare condivisibile la posizione del Comune di Spoleto, espressa in sede di conferenza di servizi, secondo cui “i tre procedimenti inerenti la realizzazione dei tre cogeneratori in questione, espletati mediante DIA, non sono da intendersi procedimento pendente alla data di entrata in vigore” del regolamento regionale  n. 7/2011, in quanto palesemente infondata sia in fatto che in diritto.
            Ed invero, l’art. 12 del citato regolamento prevede espressamente che “le disposizioni del presente regolamento si applicano anche ai procedimenti pendenti alla data di entrata in vigore del regolamento medesimo”.
            Nel caso di specie, non essendo ancora concluso l’iter di approvazione dei tre impianti, dovendo ancora essere acquisita l’autorizzazione prescritta dall’art. 269 del D.lgs 122/2006, il Comune di Spoleto avrebbe ben potuto e dovuto dichiarare la “pendenza” del procedimento e per l’effetto adottare i conseguenti provvedimenti ex art. 12 comma 2 del citato Regolamento Regionale.
            Né alcun rilievo riveste il parere formulato dalla Regione dell’Umbria prot. N. 0146667 del 19/10/2011 a firma dott. Andrea Monsignori, richiesto dal Comune di Spoleto, secondo cui “…si ritiene che ai sensi del citato art. 12 comma 1 del RR 7/2011, per procedimenti pendenti si intendono i procedimenti non conclusi alla data del 20/08/2011, data di entrata in vigore del R.R. 7/2011 in oggetto, ovvero per i quali entro la stessa data siano trascorsi i termini per l’efficacia delle dichiarazioni di inizio attività”.
            Tale affermazione appare del tutto tautologica e sfornita di alcun effettivo rilievo giuridico, nel caso di specie.
            La normativa di settore, infatti, nel disciplinare le procedure autorizzatorie per la realizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili, parla sempre di “costruzione e esercizio” o di “installazione ed esercizio”degli impianti: attività edilizia ed esercizio dell’attività vengono sempre considerate unitariamente, come è logico che sia.
            Del resto anche lo stesso Comune di Spoleto, nella richiesta di parere prot. N. 0047742 del 23/09/2011 a firma Arch. Quondam ritiene implicitamente non concluso il procedimento, essendo ancora a quella data necessario il rilascio dell’autorizzazione alle emissioni, rientrando tale atto tra quelli previsti dall’art. 20 comma 4 L 241/1990.
            Essendo stata celebrata la conferenza di servizi solo in data 17/11/2011, è di tutta evidenza come a tale data il procedimento non poteva essere considerato concluso, con conseguente applicabilità dei principi e delle norme contenute nel nuovo regolamento regionale n. 7/2011.
            Sorprende, inoltre, come il Comune di Spoleto abbia completamente omesso di considerare, come avrebbe dovuto, gli interessi pubblici di tutela dell’ambiente e della salute pubblica, gravemente minacciati dai tre impianti e dalla contestuale richiesta di ampliamento dell’impianto produttivo della Pietro Coricelli spa, come chiaramente evidenziato dalla Provincia di Perugia con nota prot.  U-0302721 del 22/07/2010.
            Gli interessi alla tutela ambientale, infatti, devono essere oggetto di prioritaria considerazione di fronte alle pur legittime esigenze di celerità e semplificazione del procedimento amministrativo.
            Non si comprende, quindi, il motivo per cui l’Amministrazione, a fronte della paventata “presenza concomitante di elementi di vulnerabilità ambientale e di impatti dovuti ad una diversificazione complessa e contigua delle attività presenti all’interno dell’area industriale”, come dettagliatamente descritti nella sopra citata nota, non abbia assunto un atteggiamento ispirato ai principi della precauzione e dell’azione preventiva, anziché trincerarsi dietro uno sterile formalismo.
            Nel caso di specie, invece, l’Amministrazione comunale, anche dinanzi alla grave conflittualità causata dall’installazione degli impianti di cogenerazione, culminata nella raccolta di oltre 3000 firme contro le tre strutture, ha completamente omesso di considerare gli interessi della popolazione, limitandosi, solo in sede di conferenza di servizi del 17/11/2011, ad indicare una serie di prescrizioni ben più complesse di quelle già imposte dall’ARPA, venendo meno ai principi che il Codice dell’Ambiente detta in materia di tutela ambientale.
            Anche alla luce delle prescrizioni ed adeguamenti richiesti dallo stesso Comune di Spoleto, è di tutta evidenza come l’iter procedimentale alla data della celebrazione della conferenza di servizi non potesse essere considerato concluso.
            Poste tali premesse, si diffida, da un lato, il Comune di Spoleto a voler richiedere alle ditte proponenti i necessari adeguamenti ai sensi dell’art. 12 del Regolamento Regionale n. 7/2011, dall’altro, i competenti Uffici della Provincia di Perugia a non rilasciare la prescritta autorizzazione per la messa in esercizio degli impianti.
           
            In difetto, le scriventi associazioni ambientaliste si vedranno costrette a rivolgersi alla competente Autorità Giudiziaria.
           Distinti saluti.

Comitato Rifiuti Zero
Legambiente Spoleto
Italia Nostra

lunedì 19 dicembre 2011

Le promesse del sindaco Benedetti - 9 maggio 2011



Trascritto:

"Alberti mi ha anticipato. Nel senso che, io credo che, va registrata e si passa da una… mea culpa ma del quale chiediamo scusa per una mancata partecipazione perché questa è informazione, non è partecipazione. Uhm. Noi… Io credo che bisogna farci come amministrazione un po' di chiarezza, nel senso che, io credo che, serva istituire una commissione, uhmm, che in tempi brevi, non lunghi, brevi, dove ci siano tutti gli attori che hanno partecipato a questa partita compreso gli attori che sono qui 'sta sera, naturalmente non i singoli cittadini, ma Io chiedo anche al professore… lo stavamo dicendo prima, per poi riportare a un livello di condivisione diffusa tutta la situazione, per poi riaffrontarla in consiglio comunale e in giunta, anzi in giunta e poi in consiglio comunale. Quindi io da domani istituirò una commissione ad hoc per questa situazione. Una commissione che spero possa essere utilizzata con l'apporto della Regione, della Provincia, dell'Arpa, dei nostri tecnici comunali e da rappresentanti che verranno segnalati [pubblico: Aumma aumma] no, no, che verranno segnalati dai comitati, quindi no, aumma aumma non è mia usanza forse è di qualcun altro, ma sicuramente la mia non è, poi ognuno può pensarla come vuole.

Eeeeh [dissenso tra il pubblico] Io direi… Io vorrei … Però visto che… Io… Allora il problema è che il consiglio di legge come mi spiegava il professore prima doveva spiegare uhm… autorizzare il cambio di destinazione d'uso e questo non è in oggetto, quindi naturalmente in consiglio comunale teoricamente questa cosa non dovrebbe più neanche tornare… si… ho già detto il piano energetico si, ma se aspettiamo…, ecco perché ho detto in tempi brevi, perché se aspettiamo il piano energetico che verrà portato in consiglio a fine anno… stiamo ancora qui.

Allora da domani istituiamo… istituiamo una commissione ad hoc con Regione, Provincia, Comune e rappresentanti… se il professore dà la sua disponibilità, se i tecnici naturalmente dell'azienda danno la loro disponibilità, ma credo di si, perché se è già avvenuto assolutamente con altri professionisti che possono essere utili e in tempi brevi, quindi non per l'approvazione a fine anno, ma parlo di un mese, un mese e mezzo, di ritornare prima in giunta e poi in consiglio per affrontare il problema in maniera più, secondo me, più pregnante … Beh naturalmente si prima di andare in consiglio credo che la relazione vada consegnata. Do la parola a Stefano Lucidi... [S. Lucidi: nel frattempo l'impianto ha l'iter sospeso] 


Noi abbiamo… abbiamo questa commissione che dovrà lavorare per questa situazione finché non ritornerà in consiglio comunale. Nel frattempo sospendiamo qualunque tipo di iter, ma la commissione deve lavorare in tempi stretti, in tempi stretti. Quindi io già da domani, già da domani, istituirò la commissione chiedendo a Regione, Provincia, Arpa ma credo sarà delegato Mario Segoni o non so chi il direttore individuerà e in tempi strettissimi visto che i metodi per lavorare insieme son mille quindi il professore non deve necessariamente venire su dal bellissimo salento, ma si può lavorare anche in altra maniera, come i tecnici dell'azienda e come gli altri tecnici. Una commissione, non una pletora, ma un numero di persone utili a produrre un prodotto che sia fruibile sia dalla giunta che dal consiglio, ma soprattutto dai cittadini, grazie."

martedì 6 dicembre 2011

Impianti a biomasse a Madonna di Lugo – convocazione assemblea pubblica


In attesa che l’amministrazione comunale renda nota la data del consiglio comunale aperto richiesto già da vario tempo, il Comitato Rifiuti Zero No Inceneritori, sta vagliando insieme alle associazioni Legambiente e Italia Nostra le ulteriori  iniziative da intraprendere.

A questo proposito si invitano tutti i cittadini e la stampa all’assemblea pubblica per il giorno 13 dicembre 2011 c/o il Bocciodromo di San Giacomo alle ore 21:00. È nostra intenzione spiegare  cosa si può ancora fare e come farlo insieme a tutti gli spoletini.

Non arrendiamoci! la partita non è ancora conclusa.

Non mancate, ne va del futuro di Spoleto!
 





lunedì 28 novembre 2011

Commissione tecnica sugli impianti biomassa: le associazioni disertano


Le associazioni Comitato Rifiuti Zero, Italia Nostra Sezione di Spoleto, Legambiente Spoleto in riferimento alla Commissione tecnica convocata per il 28/11/2011 hanno deciso unanimemente di non partecipare allincontro, incaricando un loro rappresentante, Avv. Fabrizio Gentili, alla consegna e messa a verbale di un documento formale. Le Associazioni intendono esprimere in tal modo la loro profonda critica e contrarietà alla conduzione politica della vicenda, degna di una leadership totalmente inconsapevole (o sprezzante) delle regole elementari proprie di una democrazia costituzionale, che pone la salvaguardia e l'amministrazione del bene comune al di sopra dellinteresse privato.
Quando le Associazioni hanno accettato linvito del Comune di Spoleto a fare parte di una Commissione tecnica, nonostante le molte perplessità, lo hanno fatto anche per i numerosissimi cittadini presenti in occasione dellincontro del 9 maggio 2011 presso il bocciodromo di S. Giacomo, anche per le tremila firme che dicono no ad un impianto che non tiene conto minimamente dell’interesse pubblico. In quell'occasione le Associazioni hanno ritenuto che limpegno del Sindaco dirivedereil progetto fosse sincero, considerando che il compito della Commissione fosse quello di riesaminare il progetto per dare nuovi strumenti conoscitivi e gestionali alla Giunta ed al Consiglio comunali al fine di rispondere a dubbi e perplessità sollevatisi dalla assemblea pubblica.
Alla luce anche dei recenti comunicati stampa del Comune di Spoleto la posizione della Amministrazione cittadina si è posta in un terreno di inconciliabilità con quella della Comunità civile e quindi delle Associazioni. Si tratta di una sconfitta della Politica che deve perseguire gli interessi della collettività, a favore della politica imbelle e confusa, che non ha capito, nella migliore delle ipotesi, quale sia lalto scopo del suo mandato e si trincera dietro una Dirigenza tecnico-amministrativa che non è stata eletta dal popolo e che a questo non deve rispondere. Sono molte le Amministrazioni Locali che per salvaguardare i propri cittadini ricorrono a Magistratura ordinaria e amministrativa, avverso leggi regionali e statali che, secondo loro, ledono i loro diritti.
Già nel 2004 la Regione dellUmbria aveva emanato un documento dindirizzo per gli impianti alimentati a fonte rinnovabile, in cui si sottolineava la necessità di utilizzare un comprensorio di approvvigionamento del combustibile non superiore ai 70-100 km dallimpianto stesso. La Regione dellUmbria si è dotata poi nel 2011 di uno strumento che tenta di armonizzare la salvaguardia dellambiente, del paesaggio, della salute pubblica e delluso di tali impianti, cercando di rendere compatibili linteresse pubblico con quello privato. Alla luce di tale normativa l'impianti a biomasse di Madonna di Lugo così come è stato proposto non potrebbe essere approvato. Le Associazioni ribadiscono che iprogetti di Coricellisono da sottoporre a tale normativa, dato che solo il 17 Novembre scorso si è perfezionato l'iter tecnico-amministrativo-autorizzativo con  lautorizzazione alle emissioni in atmosfera dei tre-in-uno impianti, autorizzazione senza la quale limpianto di cogenerazione di Madonna di Lugo non avrebbe senso di esistere.
Il Sindaco di Spoleto e la sua Giunta non possono nascondersi dietro il paravento generosamente e inadeguatamente offerto dalla Regione Umbria, secondo la quale la DIA e lautorizzazione alle emissioni sarebbero due procedimenti distinti: una forzatura nel metodo e nel merito.
Altro fattore di inconciliabilità tra loperato dellAmministrazione e linteresse pubblico è la mancata difesa di un corretto uso delle risorse pubbliche in materia di incentivi agli impianti a fonti rinnovabili. L'aver cavillosamente suddiviso l'impianto in tre di potenza elettrica inferiore a 1 MW consente di accedere alla Tariffa Onnicomprensiva (TO), ben più redditizia rispetto ai Certificati Verdi (CV). Da una stima effettuata si deduce un incentivo annuo pari a circa 6.500.000,00in regime di TO e circa 3.500.000,00con i CV, non essendoci accordi di filiera filiera corta. Non è possibile che una Amministrazione pubblica possa avallare tale forzatura. Questo è il senso della nota inviata dal Gestore dei Servizi EnergeticiGSE S.p.A. alle Associazioni, fatta tempestivamente conoscere al Comune di Spoleto.
Ma liter autorizzativo ancora non finisce qui: la richiesta di ampliamento presentata al Comune di Spoleto dalla Pietro Coricelli S.p.A., la quale non può che essere connessa alla realizzazione della nuova centrale energetica, deve essere sottoposta allaverifica di assoggettabilità a Valutazione Ambientale Strategica  come prescritto dalla Provincia di Perugia nel luglio 2010. Le Associazioni si chiedono: il Comune di Spoleto mancherà anche questa occasione di esercizio della Politica dalla testa eretta? Non vè dubbio, infatti, che tale pratica urbanistica debba essere assoggettata a VAS. Ciò è avvalorato dalle numerose e circostanziate osservazioni espresse dalla Provincia di Perugia. A tale proposito si invitano il Sindaco e la Giunta di Spoleto a cogliere almeno questultima occasione ad aprire tale procedimento alla più ampia partecipazione pubblica.
Tutta la vicenda è, inoltre, dominata da ungrande assente: il principio di precauzione. Ilprincipio di precauzioneè uno strumento secondo il quale è necessario porre in atto a priori azioni volte allevitamento di una perdita o di un danno ambientale, quando questi siano ragionevolmente prevedibili. Anche questo, insieme ad altri, era un mezzo, corretto e funzionale, che il Comune di Spoleto avrebbe potuto adire nelleventualità che scegliesse di parteggiare per il bene e la salvaguardia della cittadinanza spoletina.
A tale proposito, proprio lautorizzazione alle emissioni in atmosfera ha paradossalmente evidenziato che i gas ed altre sostanze emettibili dagli impianti non sono solo quelli indicati nei progetti, ma includono sostanze gravemente dannose per effetti tossici e mutageni, quali furani, diossine e polveri sottili, come sempre sostenuto dalle Associazioni. A fronte di tale evidente conferma delle potenzialità inquinanti e dannose degli impianti, il Sindaco e la Giunta di Spoleto potevano fermarne il cammino per la migliore dellegiuste cause: salvaguardiare la salute dei cittadini.
Le Associazioni, infine, esprimono la loro indignazione a fronte dellarroganza politica e amministrativa del Comune di Spoleto sottesa dalla totale mancanza di rispetto mostrata, ad esempio, nellaver continuativamente nascosto ad esse e alla cittadinanza le ultime due conferenze dei servizi, svoltesi l11 e il 17 Novembre scorsi, dedicate allautorizzazione alle emissioni in atmosfera.
Spoleto, 28 Novembre 2011.
Comitato Rifiuti Zero
Italia Nostra sez. Spoleto
Legambiente Spoleto