giovedì 17 marzo 2011

ESITO DELLA LETTERA APERTA - CS 5/11

A seguito della nostra Lettera Aperta al Sindaco Benedetti, ai Sindaci della ATI3 e al CdA della VUS Spa, durante l’incontro svoltosi nella frazione di San Martino in Trignano in data 7 marzo 2011, il Sindaco aveva fissato un incontro per il 15 marzo rimandato però all’ultimo momento al 22 c.m., a causa di un suo inderogabile impegno  in Regione proprio in tema di rifiuti.
Vorremmo essere qui a raccontare l’esito di tale incontro, vorremmo scrivere un comunicato con le proposte da noi presentate e con le risposte delle istituzioni, invece acquisiamo dalla stampa locale che in settimana si è svolta una riunione di Giunta inerente il futuro della discarica di Sant’Orsola, che sarà ancora l’argomento di un altro incontro con l’ATI 3 la prossima settimana.
La nostra impressione è che, di nuovo, ci troviamo alla fermata di un tram che passa, ma non si ferma lasciando come sempre i cittadini a terra e quindi ai margini delle strategie e delle decisioni prese da altri  in assoluta autonomia: la nostra Amministrazione seguita ad operare autonomamente scelte che riguardano il nostro futuro e quello del nostro territorio.
Lunga ormai è la lista di azioni di questo tipo: l’impianto a biomasse di Madonna di Lugo, l’inceneritore a letto fluido  di pollina in località Ciliano, il ventilato incenerimento del CDR alla Cementir
Ma non dimentichiamoci che a creare lo stato di emergenza e criticità che stiamo vivendo sono derivate unicamente dalle scelte delle nostre Amministrazioni e il timore del Comitato è quello di dover nuovamente subire azioni d’emergenza  fatte per tamponare un problema incipiente, prima fra tutte l’aumento della tassa dei rifiuti del 40% nel caso in cui si dovessero portare i rifiuti in un altro comune.
Come  si sa, in tema di rifiuti e ambiente le vigenti leggi europee obbligano gli amministratori e gli enti responsabili a sottoporre ogni loro progetto alla concertazione e partecipazione sia delle istituzioni che dei cittadini per poter operare scelte appropriate e condivise che  riguardano il futuro di tutti. Ricordiamo, infatti, che in  tema di rifiuti e ambiente, il Decreto  Legislativo n. 205 del 3 dicembre 2010 (Disposizioni di attuazione della direttiva 2008/98/CE) obbliga alla concertazione di istituzioni e cittadini nella scelta di una soluzione appropriata e condivisa. Riteniamo quindi sia poco corretto il comportamento delle istituzioni che continuano ad effettuare riunioni in materia di rifiuti senza convocare chi ha il diritto alla partecipazione.
Si chiede pertanto il rispetto della normativa vigente.
A tale scopo il Comitato, che si pone come interfaccia tra le amministrazioni e la popolazione sensibile al tema rifiuti, ha stilato una serie di proposte per arginare il dilagante problema dei rifiuti che si riserva di presentare nell’incontro del 22 marzo.  La nostra speranza è di riuscire a far accogliere tali proposte prima che alcune decisioni vengano prese, ovvero prima ancora che il nostro territorio sia di nuovo messo a disposizione ad uso e consumo di tutti i comuni dell’ATI3.
Ora come non mai abbiamo bisogno dell’aiuto di tutta la cittadinanza poiché è giunto il momento di prendere importanti decisioni prima che, a causa della scarsa attenzione delle istituzioni, si creino ulteriori criticità, come purtroppo si è verificato in diverse città.
Infine un appello ai cittadini affinché siano attenti a ciò che avviene intorno a loro senza dover assistere al degrado di questa città per poi lamentandosi di non sapere e di non conoscere le situazioni critiche che la riguardano.

                                                                                                                Comitato Rifiuti Zero Spoleto

L'EUROPA BOCCIA L'ITALIA DEGLI INCENERITORI

Articolo tratto da www.gestionecorrettarifiuti.it
segnalato da Ciccio Formaggio sulla nostra pagina Facebook

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Il 3 febbraio scorso il Parlamento Europeo ha bocciato l’Italia per la mancanza di un piano adeguato allo smaltimento differenziato dei rifiuti: la notizia ci giunge da Brescia Point.
Con 374 voti a favore, 208 contro e 38 astensioni è stata votata una risoluzione che denuncia le inottemperanze del Bel Paese.
Il provvedimento rappresenta una dura condanna a come l’emergenza rifiuti è stata fin qui gestita e suggerisce alla Commissione di “fare uso dei poteri che le sono conferiti, ivi incluso proponendo un nuovo ricorso volto alla condanna al pagamento di sanzioni pecuniarie” se l’Italia non si adeguerà presto agli standard europei.
Nel resto d’Europa le cose vanno diversamente: la Germania, per esempio, si è posta come obiettivo per il 2020 la “discarica zero” e, insieme all’Olanda, sta puntando sull’eolico e sui pannelli solari, promuovendo la raccolta differenziata e il riutilizzo di vetro e plastica.
In Belgio invece la costruzione degli inceneritori è stata vietata per i prossimi cinque anni. Una strategia adottata anche oltreoceano da San Diego, Philadelfia e Boston negli Stati Uniti.
L’incenerimento dei rifiuti produce gravi danni alla salute. Lo sostiene ormai da tempo Paul Connet, docente emerito di Chimica alla St. Lawrence University di New York e massimo esperto mondiale di gestione di rifiuti e tecniche di incenerimento, le cui tesi sono riportate, per esempio, nel saggio "Incenerire i rifiuti? No grazie" di Gianluca Ferrara. Secondo l’esperto, ospite più volte anche della nostra città, gli impianti di incenerimento producono polveri tanto piccole che non possono essere filtrate né dal naso né dai bronchioli, penetrando, così, in profondità nei polmoni. Gli inceneritori, oltre alle polveri, generano metalli pesanti come piombo, mercurio, arsenico e cadmio, altamente nocivi per la salute.
Le ceneri, poi, andrebbero depositate in discariche speciali, i cui costi superano dieci volte quelli delle discariche tradizionali. Il particolato e le diossine prodotti da questi impianti finiscono per ricadere sui territori vicini ed entrare inevitabilmente nella catena alimentare.
L’Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici (Apat) ha sollecitato il monitoraggio nel lungo periodo della concentrazione di micro polveri e della prevalenza di malattie nelle aree adiacenti i 51 inceneritori presenti sul territorio italiano.
Come dimostra uno studio dell’Istituto Superiore di Sanità condotto sulla popolazione campana, nei territori dove sono diffuse le pratiche di incenerimento e smaltimento dei rifiuti solidi urbani e di quelli pericolosi il rischio di morire di alcune patologie è più alto della norma.
Come ha più volte spiegato lo stesso Connet, l’alternativa sta nel ridurre i rifiuti attraverso la raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale, e nel riciclo. Quanto rimane va inviato a impianti per una selezione meccanica delle tipologie dei rimanenti rifiuti indifferenziati. La parte non riciclabile può essere trattata senza bruciarla in impianti di bioessicazione. La raccolta differenziata può arrivare al 70 per cento dei rifiuti, il 30 per cento rimanente può ridursi al 15-20 per cento dopo la bioessicazione. Una quantità inferiore agli scarti degli inceneritori. Ma si tratta di materiali inerti e non tossici con minori spese di gestione e un impatto ambientale e sanitario ridotto.
L'Europa virtuosa ha definito la strada del futuro, che non prevede inceneritori, a differenza di quanto sostengono ancora molti dei nostri Amministratori locali, più schierati con il business che con gli interessi della comunità.
La realtà è solo l'opposto di quanto sostengono.
Chissà che qualcuno un giorno non decida di fare piazza pulita degli errori commessi e ricominciare a ragionare guardando avanti, a braccetto con l'Europa virtuosa.

mercoledì 9 marzo 2011

UNO SPIRAGLIO DI DIALOGO



Lunedì 7 marzo 2011, presso la palestra di San Martino in Trignano, si è tenuto un incontro tra gli abitanti della frazione e la giunta comunale organizzato dal consigliere Catalossi.
Il Comitato ha ritenuto importante partecipare a quest'evento in quanto, come noto dalla precedente lettera aperta inviata al Sindaco Benedetti, sentiva il bisogno di confrontarsi con lui, ma soprattutto di aprire un tavolo di trattativa con la massima istituzione cittadina.

Sollecitato dall'intervento del consigliere del Comitato Fabrizio Gentili e da quello del sottoscritto, il Sindaco ci ha finalmente dato una data per l'incontro richiesto, che è stata fissata per il giorno 15 marzo.
Durante il suo intervento di risposta ai nostri interventi il Sindaco ha pubblicamente dichiarato che NON INTENDE FARE IN MODO CHE VENGA BRUCIATO CDR NEGLI IMPIANTI DELLE CEMENTERIE DI SPOLETO.
Interpellato anche in merito alle azioni che il comune ha intrapreso per ovviare all'imminente chiusura della discarica di Sant'Orsola la risposta non è però stata tranquillizzante. Innanzitutto, da quanto si è evinto, il Comune è in ritardo nel comunicare alla Regione la sede di stoccaggio dei rifiuti una volta chiusa la discarica attuale, ma la cosa ancor più preoccupante è che è ancora tutto in fase di discussione.
Quello che è certo è che ci sarà una fase transitoria per cui i rifiuti verranno portati fuori comune, a questa fase transitoria corrisponderà un aumento delle spese di smaltimento, queste spese saranno affrontate con un aumento della tassa sui rifiuti pagata dal cittadino, l'AUMENTO sarà circa pari al 40%!
E' evidente come la politica, anche in questo caso, riversi sui cittadini le sue mancanze. Perché di mancanze si tratta in quanto, Comune e VUS, in 10 anni di raccolta differenziata, e tanto declamata, non sono riusciti ad andare oltre uno scarso 27%.
Nel corso dell'intervento è stato infatti di nuovo proclamato il nuovo obiettivo per la raccolta differenziata: il 65% entro la fine del 2012 (obiettivo già fissato, e disilluso, del Piano Regionale).

Meno allietante l'intervento dell'Assessore Cintioli che, pur proclamandosi non colpevole del problema, in quanto "egli stesso ha portato la raccolta differenziata a Spoleto", non è convinto che sia una valida soluzione e che, anche spingendo al massimo tale pratica, "si avrà sempre una percentuale del 10-20% di materiale differenziato in maniera errata", in quanto -replica- che se non si è arrivati agli obiettivi prefissati è perché non c'è stata sufficiente partecipazione da parte dei cittadini. In merito all'inceneritore regionale in progetto la risposta è stata che "gli inceneritori ci sono anche nei paesi europei più avanzati".
A queste tre affermazioni ci sentiamo di rispondere che: 1) Arriviamo all'80% di differenziata e poi poniamoci il problema; 2) Non ci risulta siano stati messi in campo gli strumenti per far sì che un tale obiettivo possa esser raggiunto: dai semplici contenitori nelle abitazioni (tris o poker che sia), all'informazione istituzionale, alla politica mirata; 3) Rimandiamo agli articoli della stampa, nazionale e non (in parte riportati sul nostro blog) dove viene chiaramente evidenziata la politica dei maggiori stati europei nel voler fare sempre meno uso dei vecchi impianti, in quanto surclassati dai nuovi metodi di riciclo.

Un dato è certo: manca l'ambizione che vorremmo nel trattare questo enorme problema ma, soprattutto, sembra manchi quel progetto a lungo termine che, chi amministra la nostra città, dovrebbe avere per essa.
Confidando comunque nel fatto che si è aperto un canale di dialogo con l'amministrazione, e che questo possa servire ad un colloquio più aperto sul tema, rimandiamo ai prossimi aggiornamenti.

Luca Paolucci
[Rifiuti Zero Spoleto]

sabato 5 marzo 2011

L'EUROPA SMANTELLA GLI INCENERITORI

L’Europa smantella gli inceneritori
Viva la differenziata a tutto campo. L’Europa dice no agli inceneritori
Parigi senza sacchetti, a Dublino chi inquina paga
di Stella Cervasio – Tratto da La Repubblica – dicembre 2010

“Sono in Germania con la commissione. Qui i termovalorizzatori sono quasi superati e noi stiamo ancora a discutere di discariche». A parlare è Gaetano Pecorella, qualche giorno fa in missione in Germania, alla guida della commissione parlamentare sulle ecomafie. Pecorella si è guardato attorno e si è accorto che il sistema italiano è vetusto. E si è messo in contraddizione con il premier, che invece non ha fatto che invocare termovalorizzatori per riparare al disastro di Napoli.
Forse ha capito anche lui che l’obiettivo dell’Europa è non tanto le percentuali di raccolta differenziata, ma ancora più oltre: l’azione di riduzione a monte e di riciclo effettivo tramite raccolte differenziate di qualità.
A Berlino quelli che da noi vengono fatti passare per i salvatori della patria contro il grande blob della monnezza, sono roba da dismissione. Il fatto è che dove si riesce a fare una differenziata spinta, il volume dei rifiuti si riduce e l’inceneritore incrocia le braccia. Ecco perché, per tenere in vita i macchinari nati per bruciare il rifiuto tal quale, all’estero accettano di buon grado la spazzatura napoletana che nessuno vuole. Entro il 2020 l’obiettivo tedesco è discarica zero.
Napoli nell’occhio del ciclone, il resto d’Europa, senza incentivi a incenerire come da noi il Cip6 contro cui si levano gli strali dell’ortodossia pro-compostaggio-differenziata, è invece diviso in due. «Ci sono paesi che bruciano di più, come la Danimarca e la Svizzera — spiega Attilio Tornavacca, responsabile di Esper, l’ente di studio per la pianificazione ecosostenibile e le risorse, che ha lavorato a Napoli con successo — e questo succede soprattutto per ridurre al minimo il fabbisogno di discariche. Non le vogliono e rifiutano tutti i problemi connessi con la creazione di depositi di rifiuti. Ci sono poi invece paesi che usano meno gli inceneritori, come la Spagna o l’Inghilterra».
Il metodo di raccolta rifiuti non è unico, non c’è una sola regia. Contenitori di colori diversi,raccolta di certi materiali e di altri no, tasse sullo sversamento. Ogni giorno nel mondo si producono 10 milioni di tonnellate di rifiuti. Cinquecento chili ogni europeo, 730 chi vive negli Stati Uniti. In Turchia, Messico e Polonia tutto finisce in discarica.Di contro, in Olanda e Svizzera ci finisce solo l’1 per cento dei rifiuti.
L’Irlanda sarà nei guai economici, ma a rifiuti va a gonfie vele. A Dublino chi inquina paga: non esistono impianti per l’incenerimento, chi produce più spazzatura contribuisce con una tassa più alta. Il Comune distribuisce un bidone nero per il secco non riciclabile, verde per lattine,tetrapak, carta, vetro, alluminio, plastica e acciaio. Quest’ultimo viene svuotato gratis. Per il nero si pagano 91 euro all’anno e 8 euro ogni volta che viene messo per strada. Ma il pagamento fa da deterrente, e si è arrivati a svuotarlo una volta ogni tre settimane. Da poco c’è anche il contenitore marrone, per scarti di cucina, verde e umido. Chi ha il giardino coltiva rigogliosissime rose con il compost fatto in casa. Ma c’è chi, per non pagare, brucia o butta in discariche abusive. L’obiettivo della differenziata è il 59 per cento entro il 2013.
Virtuosa anche la Vallonia, in Belgio, dove si fa la raccolta differenziata spinta e l’incentivo a ridurre i rifiuti è affidato anche a un giornale gratuito semestrale: “Meno rifiuti! Ce la faremo!” che aggiorna sulle iniziative della regione. Da quando è stata abolita la pubblicità nelle cassette della posta, si buttano 40 chili in meno di carta all’anno. In Francia invece quasi tutta la grande distribuzione fa a meno dei sacchetti di plastica: considerato che ogni italiano butta 8 chili di buste all’anno, farebbe tanto bene anche a noi.
A Londra nella raccolta stradale il vetro viene diviso per qualità: vetro chiaro, marrone, verde, a Berlino si raccoglie diviso solo il trasparente dal color ambra. In Austria Graz è l’esempio virtuoso: la raccolta è solo domiciliare e ha provocato una tale riduzione di rifiuti che il celebre inceneritore di Vienna è rimasto il solo “monumento” nazionale, non c’è stato bisogno di costruirne altri.

Articolo segnalato da Ciccio Formaggio sulla nostra pagina Facebook

BIOMASSE, GIA' IN COSTRUZIONE LE TRE CENTRALI A MADONNA DI LUGO

Foto presa da TuttOggi.info

Leggi l'articolo su TuttOggi:

http://www.tuttoggi.info/articolo-29830.php

Rimango basito. Viviamo in un momento in cui si pensa che la politica consista nel fare le cose "a norma", tutti hanno dimenticato che in realtà fare politica vuol dire effettuare delle scelte. E' incredibile come, anche in questo caso, i nostri amministratori fanno spallucce di fronte al fatto compiuto; ma forse non è così incredibile data la leggerezza con cui la politica cittadina sembra affrontare i temi ambientali.
Come è possibile che saranno le tre imprese incaricate a controllarsi? Se l'autocontrollo è una forma di governo, allora perché non si dà agli automobilisti la possibilità di multarsi quando commettono un'infrazione? Ma soprattutto, se tutto è guidato da fini economici, chi garantisce la veridicità delle rilevazioni che, se allarmanti, porterebbero a costi di manutenzione straordinaria degli impianti?
Perché questa poca memoria? E' passato così poco tempo dalla vicenda che sanzionò la Ex Pozzi in quanto non utilizzava filtri adatti e ben manutenuti.
Se poi vale la regola che "se lo fanno tutti, perché io no", allora quante altre centrali a biomasse, o di altro genere, dovremo caricarci sulle spalle?
Quali, e quanti, posti di lavoro? Ma soprattutto, qual'è il prezzo per la società?
Siamo trattati come un paese del terzo mondo, fanno il business delle energie da noi in quanto esiste un mercato drogato dagli incentivi statali: guadagnano in pochi, ma il rischio d'impresa se lo assume il territorio.
Non sono gli imprenditori che fanno male alla città, sono i furbi che sfrontatamente svicolano dalle normative e la politica connivente e disinteressata che li asseconda.
Ma in Italia è così, non si applaude il più bravo ma il più scaltro. Io invece non applaudo le imprese e non sono connivente con la politica, di fronte a tutto questo mi indigno, perché stanno prendendo in giro anche me!

Luca Paolucci
[Rifiuti Zero Spoleto]

giovedì 3 marzo 2011

LETTERA APERTA AL SINDACO BENEDETTI

Vista l'imminente situazione di emergenza rifiuti in tutti gli ATI del territorio umbro, confermata dalla Delibera Regionale n°1883 del 20/12/2010; vista la situazione di immobilità da parte delle istituzioni cittadine e, soprattutto, visto il protrarsi di un avvio ingiustificatamente lento della raccolta differenziata (secondo il sistema TRIS promosso dalla VUS Spa), il Comitato ha scritto, a cura del suo esperto legale, una lettera aperta al sindaco di Spoleto Daniele Benedetti chiedendo di fissare, nel breve termine, un incontro in cui si richiede la partecipazione dei Sindaci dell'Ati3 e del CdA della VUS Spa.

Di seguito riportiamo il testo della lettera aperta.


Preg.mo Sig.
Sindaco della Città di Spoleto
P.zza del Municipio, 1
06049 SPOLETO (PG)

Spett.le
ATI 3 Umbria
Via Mazzini, 57
06034 FOLIGNO (PG)

Spett.le
VUS Spa
Via dei Filosofi, 57
06049 SPOLETO (PG)


Il Comitato Rifiuti Zero Spoleto si batte per una consapevole e virtuosa politica ambientale, che si fonda sulla promozione della politica delle 3R: Riduci, Riusa e Ricicla.
Scopo del Comitato è di sensibilizzare opinione pubblica ed istituzioni sugli innumerevoli vantaggi che si avrebbero dalla corretta gestione dei rifiuti, ambientali, economici ed occupazionali; nonché si batte contro l'impiego di qualsiasi pratica di incenerimento dei rifiuti.
Il Comitato è stato costituito durante un'assemblea cittadina, tenutasi al palazzo del Comune di Spoleto, il 26 gennaio 2011, alla quale hanno partecipato oltre 80 cittadini.
Sabato 26 febbraio, è stato organizzato il primo incontro pubblico partecipativo, in occasione del quale sono state analizzate alcune problematiche legate all'ambiente e alla produzione e gestione dei rifiuti a Spoleto, all'incenerimento della pollina,  all'utilizzo del CDR come combustibile nei cementifici, in particolar modo quello della Cementir, alle incongruenze del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti, alle opportunità legate al ciclo virtuoso dei rifiuti.
Dall’incontro, a cui hanno partecipato numerosi cittadini e rappresentanti delle istituzioni locali, sono emersi alcuni dati allarmanti riguardo l’attuale gestione del ciclo dei rifiuti, sia a livello regionale che locale, che potrebbero a breve termine condurre il nostro territorio ad una vera e propria emergenza rifiuti.
In particolare, analizzando il Piano Regionale e quello d’Ambito, sono emerse  alcune
CRITICITA’:

A)   il Piano Regionale di gestione dei Rifiuti, essendo stato adottato in conformità ai principi contenuti nella Direttiva 12/2006/CE, risulta allo stato superato ed obsoleto, tenuto conto delle disposizioni contenute nella Direttiva 98/2008/CE, come recepite nel TUA;
B)   le strategie adottate dal Piano, ed in particolare il ricorso al trattamento termico e al recupero energetico come componente significativa del complesso del sistema integrato di gestione dei rifiuti urbani, risultano incompatibili con le azioni previste nel TUA;
C)   gli obiettivi del piano, risultano irraggiungibili nel breve periodo, contrariamente a quanto stimato dall’Autorità Regionale;
D)  il piano sembra preordinato a creare situazioni di emergenza al fine di promuovere soluzioni transitorie, come l’incenerimento nei cementifici;
E)    Il problema della cessazione della discarica di S.Orsola, prevista a metà 2012,  impone il trasporto ad Orvieto per disposizione regionale, dei rifiuti dell’ambito non differenziati. La scelta è resa incerta nei tempi dalla opposizione della popolazione locale all’ampliamento delle discarica di Orvieto-Le Crete e necessita comunque di un coordinamento Regionale per i costi di conferimento;
F)    Il problema dell’incremento della raccolta differenziata per raggiungere gli obiettivi fissati dal Piano Regionale è resa incerta dalla sopraggiunta normativa (Legge n.122 del 2010) che impone ai Gestori dei servizi pubblici gli stessi limiti assunzionali degli EE.LL. Si consideri che il Piano di Ambito prevede un incremento di organico del gestore per la differenziata di circa 50 unità.
G)  Il Termovalorizzatore a servizio dei rifiuti della provincia di Perugia, che deve essere localizzato dall’ATI 2 e che poi deve essere definito nella costruzione e nella gestione da un Accordo di programma, in base alla legge regionale n. 11/2009, è ancora al punto zero quanto alla localizzazione. Ciò altera drasticamente tutte le previsioni programmatiche del Piano Regionale dei rifiuti e per ricaduta dei Piani di Ambito degli ATI.
H)  il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti, “in difetto, ovvero per la mancata attuazione di quanto previsto dal PdA in ordine alla realizzazione dell’impianto di trattamento termico, prevede che  la Giunta regionale adotta provvedimenti volti ad assicurare lo smaltimento finale dei rifiuti, ivi compreso il loro utilizzo, opportunamente trattati, in sostituzione dei combustibili convenzionali attualmente utilizzati negli impianti industriali esistenti e per il tempo necessario ad attuare le previsioni del PdA approvato” ed è quindi concreto il pericolo dell’utilizzo del cementificio di Spoleto per l’incenerimento di rifiuti, sebbene tale pratica sia posta alla base e non al vertice della gerarchia dei rifiuti;
I)     circa la sostenibilità ambientale di tale pratica, lo stesso Piano Regionale, sottolinea, però, che “è opportuno rilevare che le determinazioni relative agli impatti della co-combustione di CDR in cementificio sono caratterizzate da un livello di incertezza significativamente superiore rispetto a tutti gli altri processi considerati nello studio. Le risultanze dello studio condotto non possono quindi essere considerate  esaustive per confermare l’opportunità, in termini ambientali, dello smaltimento di CDR in impianti di produzione del cemento”.

La stessa Giunta Regionale, preso atto dello “Stato di attuazione del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti. Verifica di autosufficienza del sistema regionale”,  con deliberazione N. 1883  del   20/12/2010,  ha evidenziato “una possibile situazione di criticità del sistema di smaltimento regionale che potrebbe manifestarsi negli ultimi mesi del 2011 o al più tardi nei primi mesi del 2012 a causa dell’esaurimento della capacità residua degli impianti di discarica autorizzata e dei tempi ancora necessari all’approvazione dei progetti di ampliamento delle discariche di Belladanza (Città di Castello), Borgogiglione (Magione) e Le Crete (Orvieto)”.
La Giunta Regionale, quindi, nel prendere atto della necessità di individuare soluzioni transitorie, di competenza degli ATI, per la regolazione dei flussi di rifiuti da smaltire a discarica, invita gli stessi ATI, ai sensi dell’art. 15 comma 4 della Legge Regionale 11/2009, a raggiungere, entro breve termine, accordi per assicurare  lo smaltimento dei rifiuti nelle discariche attualmente autorizzate.
Il citato “Stato di attuazione del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti”, evidenzia, inoltre, per quanto riguarda il nostro territorio, una situazione ancor più allarmante, dovuta:
-        alla prossima chiusura della discarica di Sant’Orsola, con conseguente necessità di conferimento ad altro impianto extra-ATI;
-        alla costante crescita nella produzione di rifiuti, rispetto alla diminuzione rilevata nell’Ati 1 e 2;
-        ai bassissimi livelli di raccolta differenziata.
Nell’ATI 3, infatti, l’estensione della raccolta differenziata procede più lentamente, che negli altri ambiti: “Nei due comuni principali (Foligno e Spoleto), la percentuale conseguita nel 2009 è ancora inferiore al 30%. Vi è l’intera area della Valnerina dove si raggiungono risultati molto modesti (in alcuni comuni inferiori al 10%). Il Programma di riorganizzazione presentato ai sensi della DGR 1734/2009 prevede, anche al termine del periodo di riferimento (fine 2011) una copertura territoriale del servizio domiciliare pari al 50%, inferiore agli obbiettivi di Piano”.
La comunità locale esprime legittime preoccupazioni per le possibili conseguenze sull’ambiente e sulla salute, nonché per i possibili risvolti economici, della sempre più prossima situazione di criticità del sistema di smaltimento dei rifiuti.
Per questo motivo, si chiede un incontro URGENTE con il Sindaco del Comune di Spoleto, i vertici Vus Spa e dell’Ati 3, al fine di conoscere quali misure codesti Enti intendono adottare, nel rispetto dei principi di cui al titolo IV del Decreto Legislativo 152/2006, come modificato dal d.lgs. n. 205/2010, da un lato, per scongiurare la paventata situazione di criticità, dall’altro per prevenire e ridurre gli impatti negativi della produzione e della gestione dei rifiuti, al fine di proteggere l’ambiente e la salute umana, nel territorio spoletino.
Restiamo, quindi, in attesa di conoscere la data dell’incontro da comunicare, a stretto giro, al seguente indirizzo mail: rifiutizerospoleto@gmail.com .

Spoleto, 02/03/2011
Il Comitato Rifiuti Zero Spoleto